Pastiera con crema

Pastiera con crema

By 1 aprile 2018

fetta copiaalta bella copiafetta primo piano copiaL’origine della Pastiera  ha tante leggende come sempre si incrocia il sacro e ed il profano e la verità si perde nella notte dei tempi .

Quello che è certo è che è un antichissimo dolce partenopeo e proviene da culti pagani per celebrare l’arrivo della primavera.
Una  leggenda narra che la sirena Partenope aveva scelto come dimora il bellissimo golfo di Napoli e da li cantava con voce melodiosa e dolcissima. La gente allora per ringraziarla di questo meraviglioso canto le portò dei doni, sette doni per l’esattezza, come le sette meraviglie del mondo, ognuno dei quali aveva un significato:

1) la farina, simbolo di ricchezza,
2) la ricotta, simbolo di abbondanza,
3) le uova, simbolo di riproduzione,
4) il grano cotto nel latte, simbolo della fusione del regno animale e di quello vegetale,
5) i fiori d’arancio, profumo della terra campana,
6) le spezie, omaggio di tutti i popoli
7) lo zucchero per acclamare la dolcezza del canto della sirena.

La sirena gradì i doni, ma nel raccoglierli li mescolò in un amalgama che le lasciò tra le mani la prima pastiera di cui fu l’inconsapevole autrice.

Un'altra leggenda vuole che

una volta sulla spiaggia le mogli dei pescatori lasciarono nella notte delle ceste con ricotta, frutta candita, grano e uova e fiori d’arancio come offerte per il “Mare”, affinché questo lasciasse tornare i loro mariti sani e salvi a terra.

Al mattino ritornate in spiaggia per accogliere i loro consorti notarono che durante la notte i flutti avevano mischiato gli ingredienti ed insieme agli uomini di ritorno, nelle loro ceste c’era una torta: la Pastiera. Sicuramente questo dolce, con il suo gusto classico poco zuccherino e rinfrescato dai fiori d’arancio, accompagnava le antiche feste pagane per celebrare il ritorno della Primavera: la ricotta addolcita è la trasfigurazione delle offerte votive di latte e miele tipiche anche delle prime cerimonie cristiane. a cui si aggiungono il grano, augurio di ricchezza e fecondità e le uova, simbolo di vita nascente.

L’acqua di fiori d’arancio è l’annuncio della Primavera.

La versione odierna, fu messa a punto in un antico monastero napoletano rimasto ignoto. Comunque sia andata, ancor oggi sulla tavola pasquale dei napoletani questo dolce non può mancare.

Un’altra leggenda ancora  molto nota racconta di Maria Teresa D’Austria, moglie del re Ferdinando II° di Borbone, che, cedendo alle insistenze del marito famoso per la sua ghiottoneria, accondiscese ad assaggiare una fetta di Pastiera sorridendo per la prima volta in pubblico. Ferdinando, il più napoletano dei Borbone non si dece scappare la battuta: “Per far sorridere mia moglie ci voleva la Pastiera, ora dovrò aspettare la prossima Pasqua per vederla sorridere di nuovo” e cominciò il rituale della Pastiera Pasquale

dov'è la verità? poco importa perché comunque sia andata nell'antichità è giunta a noi come regalo questo dolce maestoso e sontuoso nei sapori irrinunciabile sulle tavole partenopee ,ma ormai assunto a dolce pasquale quasi tanto quanto le colombe...oltra a tante leggende ,tante ricette io tra tanti maestri che donano il loro sapere e le loro conoscenze umilmente vi dò la mia ricetta che non cambio almeno ancora per quest'anno,sarà pigrizia,sarà abitudine ,ma cavallo vincente non si cambia ...

 

Prep Time : 5h 20 min. Cook Time : 40 minutes

Instructions

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FROLLA:

Sulla spianatoia unire alla farina il burro e sabbiare con i polpastrelli , unire poi in centro tutti gli altri ingredienti impastando velocemente  fino ad ottenere un panetto sodo e ben compatto.

Lasciare  in frigo avvolgendo con pellicola trasparente per almeno un' ora

Con il bimby fare 1/2 dose per volta

sabbiare farina e burro freddo 15 sec.vel 5,

aggiungere lo zucchero 10 sec.vl 5 

unire le uova,gli aromi, il lievito proseguire dopo 20 sec.vel 4 con le lame passare a vela.spiga aiutandoci con la spatola perché il composto è parecchio e potrebbe stentare nel girare.

Stessi inserimenti in planetaria con la foglia

PER LA CREMA:

montare i tuorli con lo zucchero con le fruste elettriche  ,unire la farina setacciata e poi a filo il latte caldo  ,mescolare portando a bollore e continuare  qualche minuto inserire  la buccia di limone appena tagliata per qualche minuto

FARCIA DI GRANO:

Ovviamente il grano che troviamo in barattolo nei super mercati è precotto quindi non ci saranno dei veri e propri tempi di cottura, ma piuttosto dopo aver unito il latte intero con il grano, lo zucchero ed il burro e gli aromi lo mescoleremo e terremo sul fuoco a fiamma bassa fino ad assorbimento del latte e poi far raffreddare.

Appena freddi grano e crema  sia la crema  possiamo unire mescolando per bene.

Se non piacciono i grani è possibile con il minipimer dare una sommaria frullata.

RICOTTA:

Far  scolare ed asciugare almeno 4 ore, con una frusta a mano lavare per renderla cremosa   aggiungendo lo zucchero e le uova, la vaniglia, il limone, l'arancia ,la fialetta di fiori d'arancia ed i canditi.

Amalgamare gli ingredienti , stendere la pasta frolla ,versare  dentro la farcia e decorare con delle stiscioline regolari.

Infornare a 180° C forno statico per circa 40 minuti.

Gustare le pastiere almeno 24 ore dopo averle sfornate.

Con questa dose vengono tre pastiere da 24 cm ma avanza ricotta per un atra teglia da 22 cm quindi potreste fare di pasta frolla 1 dose e mezza per usare tutto il ripieno.

 

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